Tom Hanks diretto da Spielberg per Il ponte delle spie

Tom Hanks ''Donovan''
Tom Hanks ”Donovan”
Il titolo della pellicola, ”Il ponte delle spie”, si riferisce a un ponte realmente esistente a Berlino, che una volta univa la zona est e quella ovest, ora conosciuto come Ponte di Glienicke. Il soprannome gli viene dal fatto di essere stato spesso teatro di scambi di prigionieri tra i servizi segreti americani e quelli della Germania Est. Un avvocato americano viene reclutato dalla CIA durante la guerra fredda per aiutare a salvare Francis Gary Powers, un pilota detenuto in Unione Sovietica. Il 1º maggio del 1960, Francis Gary Powers, arruolato dalla CIA per scattare foto sorvolando ad altissima quota Paesi ostili, durante un volo sull’Unione Sovietica fu abbattuto con un missile terra-aria (anche se ciò non fu mai certo) presso Sverdlovsk; catturato e poi processato come spia, fu condannato a tre anni di reclusione e sette di lavori forzati.
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Il film si divide poi in due parti: una ambientata a New York e una ambientata a Berlino Est subito dopo la costruzione del muro. Nella prima, l’avvocato James Donovan (Tom Hanks) viene incaricato di difendere Abel: un compito ingrato, vista la Paura Rossa e la reputazione che difendere un comunista potrebbe portargli. Nella seconda, Donovan vola a Berlino Est per negoziare da privato cittadino la trattativa di scambio tra Abel e Gary Powers, pilota americano di un aereo abbattuto dai sovietici. Le cose per lui si fanno moralmente più complicate quando viene a sapere che un altro cittadino americano è stato catturato: Frederic Pryor, studente di economia a Berlino. Ma la CIA è solo interessata a Powers per questioni di equilibrio politico, mentre Donovan crede che sia giusto riportare a casa anche il ragazzo. Il problema è che Powers è detenuto in suolo sovietico, mentre Pryor è detenuto nell’appena nata DDR. Come negoziare una sola persona per ottenerne in cambio due?
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Tom Hanks è riuscito, come al solito, a dare una stupenda caratterizzazione al proprio personaggio riuscendo a spogliarlo della sua professionalità di avvocato per fare emergere invece, in questa complicata trattativa tra mondi cupi e sordi, la sua grande umanità, dove i valori hanno la meglio sulle tattiche strategiche per il negoziato. Nato nel 1916 e morto nel 1970, Donovan incarna gli ideali americani di giustizia e liberalità, quei valori democratici che sono diventati cardine degli Stati Uniti, come anche dell’Europa di oggi, e che diventano ancor più significativi nel complicato momento contemporaneo, con l’Isis alle porte e la paura a portata di mano. “James Donovan era una persona che faceva valere i propri valori, che intendeva garantire la giustizia a tutti, a prescindere da quale fosse il lato della Cortina di Ferro a cui appartenevano”, dice Spielberg. “Il suo unico interesse era rispettare la legge”. Il ponte delle spie ci ricorda che se vogliamo continuare a sentirci fieri di quello che siamo, dobbiamo non farci annebbiare la vista dal terrore e continuare a tenere saldi i nostri valori più profondi.

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