Per Diane Lane ”Parigi può attendere”: Francia on the road

baldwin_lane“Guidare è il solo modo per conoscere un Paese”, parola di Jacques, chauffeur per qualche giorno e accompagnatore della protagonista nel movimentato viaggio in auto attraverso l’entroterra francese. Saranno i pittoreschi scorci afferrati dal finestrino e le avventure vissute durante le soste non programmate a persuadere Anne che, in fondo, Parigi può attendere. Anne ha un marito distratto e una vita ‘in secondo piano’. Il palcoscenico è destinato a Michael, produttore hollywoodiano di passaggio a Cannes e diretto a Budapest, per sopraggiunto impegno. Anne decide diversamente, congeda il consorte e sceglie Parigi. Quando sua figlia lascia casa per frequentare l’università, Anne si sente doppiamente sola, visto che anche suo marito, “malato” di lavoro, è molto spesso assente. Il passaggio in auto da Parigi a Cannes offertole da un socio del marito si trasforma inaspettatamente in una spensierata avventura di due giorni.
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Parigi può attendere è l’ammirazione, il viaggio sentimentale, di una viaggiatrice colta, e ricca, del Nuovo Mondo meravigliata dal Vecchio. Fino al punto di stupirsi perché i fiori europei profumano di più di quelli americani. Parigi può attendere è un road movie tra pini, ulivi, frinire delle cicale, distese di lavanda, acquedotti romani, capitelli romanici. Anne si trova a un bivio. Sposata da tempo con un produttore di successo ma poco attento, si ritrova inaspettatamente in viaggio da Cannes a Parigi con un compagno d’affari del marito. Quello che era iniziato come un semplice viaggio di sette ore, diventa una due giorni di avventure spensierate con deviazioni tra pittoreschi paesaggi, buon cibo, buon vino, humour, saggezza e, ovviamente, all’insegna del romanticismo, risvegliando in Anne una troppo a lungo sopita voglia di vivere.
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Il lungo Road Trip da Cannes a Parigi, infatti, è una godibilissima e leggera carrellata di luoghi comuni tanto cari a certa intellighenzia West Coast con il mito di una Francia gaudente e dell’innato romanticismo dei suoi abitanti. In compenso, l’excursus artistico-turistico-gastronomica messo in scena è notevole: dalla Piramide di Vianne al Ponte del Gard e i campi di lavanda della Provenza, dal Carré di Agnello allo Châteauneuf-du-Pape, dalla Lione del Museo dei Tessuti e delle Arte decorative e della casa dei fratelli Lumière alla Basilica di Vézelay, dai trionfi di formaggi all’apoteosi di cioccolate, senza dimenticare gli inserti (e le citazioni) di Renoir, Manet e Cezanne.

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