La storia della tenera Heidi sul grande schermo

Heidi è una bambina svizzera di cinque anni, rimasta orfana e affidata alla zia Dete. Quando questa, però, riceve un importante incarico di lavoro a Francoforte, è costretta a lasciare la piccola bambina dal nonno, il vecchio dell’Alpe, misantropo eremita cresciuto con latte di capra e che parla a grugniti. Scontroso e insofferente alle sterili chiacchiere dei paesani, il nonno di Heidi vive in una piccola baita circondata dalle capre: inizialmente per nulla intenzionato ad accogliere la piccola, l’uomo viene a poco a poco conquistato dalla sua innocenza e generosità d’animo.

Anuk Steffen und Bruno Ganz.

Anuk Steffen und Bruno Ganz.


Heidi piega la resistenza misantropa del nonno, si ambienta tra i pascoli e le capre, ama la vita all’aria aperta e diventa grande amica di un pastorello, Peter. Tre anni dopo la zia Dete si rifà però viva, portando via Heidi, perché ha trovato per lei una sistemazione presso la ricca famiglia Seseman: qui dovrà far compagnia a Clara, una bambina sulla sedia a rotelle ed avrà modo di imparare a leggere e a scrivere e di essere educata sotto la vigile attenzione della rigorosa istitutrice Rottermeier, ma la nostalgia per le amate montagne sarà sempre più forte.
protagonisti_heidi
L’ottimismo della piccola Heidi, portato sullo schermo senza leziosità dalla giovanissima Anuk Steffen, fa di lei un bel personaggio, che si fa carico di una dicotomia eterna: il contrasto tra urbanizzazione e natura, e quindi tra società e istinto, di cui un bambino, a metà tra i due mondi, non può che diventare portavoce perfetto, anche per chi, crescendo, ha cercato di sopprimere quell’originale semplicità.
con Peter

con Peter


Ci sono tutti, ma proprio tutti i momenti salienti dell’anime nel film diretto con onesta e ineccepibile fedeltà da Alain Gsponer. Personaggi storici che tornano ad esser fatti di carne ed ossa dopo così tanto tempo, compresi la nonnina cieca di Peter e la dolce e saggia nonna Sesemann, gli odiati gatti della temibile Rottenmeier e l’educato domestico Sebastian. Volti e figure che ruotano attorno all’aurea positiva e ‘animalesca’ della piccola Anuk Steffen, riuscita a far sua l’ambita parte dopo aver superato la concorrenza di oltre 300 bimbe svizzere. Capelli arruffati, perennemente scalza e dal sorriso contagioso, la sua Heidi, anche se meno in carne rispetto alla versione animata, è onestamente impeccabile e credibile, grazie anche alla co-partecipazione di un gigante della cinematografia svizzera come Bruno Ganz.

I commenti sono chiusi.